09/10/2023

Il nostro primo TEDx

Noi dell'Ufficio Marketing siamo stati al nostro primo TEDx a Bergamo ed è stato magnifico.

La domenica pomeriggio, come di consueto, Città Alta si riempie di persone che si affollano per le vie strette. Sono turisti, famiglie, amanti della fotografia, studiosi d’arte o semplici curiosi, impazienti di godersi lo spettacolo di un borgo antico, talmente bello che le sue mura (le Mura Venete), sono state riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità

Tra il fiume umano della domenica, spezzato da tagli di luce naturale che ricordano De Chirico, si fanno spazio alcuni ragazzi. Indossano tutti una maglia bianca e al collo, legato da un cordoncino bianco e rosso, hanno un cartellino con una scritta rossa riconoscibile in tutto il mondo: TEDx.

Controlliamo nuovamente l’invito per capire la destinazione: Teatro Sociale di Bergamo

Ci accreditiamo e ci viene dato il famoso cordino rosso e bianco con il cartellino con scritto "Partner", è ora di entrare in uno dei teatri più caratteristici di Bergamo.

Per chi non lo conoscesse, il Teatro Sociale di Bergamo è un teatro all'italiana con platea ovale e 86 palchi distribuiti su tre ordini e sormontati da un loggione. È un teatro che respira e scricchiola in maniera aggraziata e che racconta, attraverso gli attori famosi e in erba che hanno calcato il suo palcoscenico, la storia bergamasca.

Ed è proprio su quel palco che poco dopo le 13:30, prende il via l’ottava edizione del TEDx Bergamo, il cui tema scelto per il 2023 è TRAME

La prima Speaker inizia mettendoci in una condizione di rilassamento totale, suonando divinamente uno strumento musicale e cantando in maniera perfettamente intonata. La pace però è destinata ad interrompersi brutalmente, con quello che sembrava un problema tecnico ma che in realtà, si è rivelato essere il vero incipit del talk. Elisa Paganelli, musico-terapeuta e cantante ci racconta la storia di come ha perso l’udito ma anche di come sia stata possibile una rinascita.  

“L’assenza occupa spazio, ma gli spazi e i silenzi sono importanti, perché ci permettono di metterci veramente in ascolto”.

Quindici minuti che ci straziano ma ci riempiono di speranza. 

Da quel momento il Teatro Sociale prende vita. 9 Speaker in totale si sono alternati sul palco, raccontando le proprie storie e arricchendoci di riflessioni ed emozioni che faremo fatica a dimenticare.  

José Molina, artista spagnolo, ci aiuta a riflettere su come si diventa artisti in modo LIBERO: “Ho fondato uno spazio dove i giovani possono esplorare la loro creatività in un ambiente libero da giudizi e pressioni. Sono cinque i principi fondamentali: la liberazione del talento inibito attraverso la cultura dell’errore, l’importanza di mettere le emozioni al centro dell’espressione artistica, la nascita della creatività dall’interno, la consapevolezza del proprio corpo e l’approccio alla tecnica come strumento per esprimere emozioni anziché nasconderle”.

Il "filo del discorso" di Molina viene raccolto da uno speaker inaspettato, il Professor Remuzzi, medico e ricercatore bergamasco e primo ospite di quel campo, nella storia di TEDxBergamo. Il tema è complesso: ci racconta come grazie ad una mutazione casuale di un particolare gene ,che codifica una proteina coinvolta nello sviluppo cerebrale fetale, i Sapiens si sono distinti dai Neahndertals, rendendo così possibile lo sviluppo delle nostre abilità cognitive, linguistiche e sociali, consentendo la comparsa di grandi artisti e scienziati. Complesso ma coinvolgente. La matassa inizia a sciogliersi e si passa al prossimo Speaker. 

La perdita e l'importanza del ricordo fotografico sono i temi che porta alla nostra attenzione Jacopo Pasotti, giornalista e fotografo ambientale che documenta spedizioni scientifiche e reportage da tutto il mondo. L'invito che ci dona, è quello di documentare i cambiamenti della Natura che ci circonda: “Andate a vedere ed a fotografare un luogo a cui si è legati e ripromettetevi di andare a rivederlo dopo anni. Se lo avrete fotografato vi accorgerete del cambiamento che è avvenuto”.

Maria Edgarda Marcucci, scrittrice e autrice, decide di sconvolgere l'idea che abbiamo del conflitto come situazione da evitare “Se vi dicessi che questa concezione è sbagliata, addirittura dannosa, e che il conflitto è al contrario più che il problema, la soluzione? Lo ripeto, il conflitto è la soluzione, non il problema”.

La macchina del TEDx non si ferma e ora si parla di digitale, algoritmi e responsabilità. 

Giorgio Taverniti, Formatore SEO e Digital Marketing, invita i presenti a considerare a che punto sia la “notte” di ognuno di noi in questo mondo digitale, una “notte” che rappresenta non solo i dilemmi del mondo online, ma anche le opportunità per illuminare il cammino verso una connettività più empatica, riflessiva e autentica. La responsabilità personale diventa la chiave per aprire la porta a un nuovo giorno, in cui le relazioni umane online sono caratterizzate dalla comprensione, dal rispetto e dalla profondità.

E se di profondità si parla, ci vuole un atleta incredibile per esprimere un concetto ancora più grande: la resilienza.

Marco Orsi: “Quando pensate di essere su quel fondo, quando pensate che sia tutto finito, aspettate un attimo. Respirate e guardate dentro di voi e troverete quella piccola parte che avete nascosto quando eravate piccoli. Prendetela e usatela, perché quella piccola parte vi aiuterà a risalire da quel fondo e darvi quella possibilità in più”.

La diversità è un tema complesso e può essere raccontato solo da chi l'ha vissuto sulla propria pelle. Una cosa però non ci saremmo mai aspettati, è come una tematica del genere possa trovare conforto e risposte nella letteratura tedesca: è il turno della dottoressa Layne.

Una mamma scrive ai suoi figli e racconta la sua esperienza nell’essere cresciuta sentendosi una persona diversa in una famiglia di immigrati caraibici negli Stati Uniti. Due mondi, americano e caraibico, due realtà, due vite. Ma a quale appartengo io? La mamma-bambina trova conforto nella letteratura tedesca, che l’aiuta a definire i suoi valori e a comprendere il concetto di identità. La mamma è Priscilla Layne, Direttrice Centro studi europei – Università della Carolina del Nord che ora incoraggia i suoi figli a leggere libri che esplorano la diversità e valorizzano le differenze.

Il TEDx Bergamo si chiude con la filosofia, dopo un filo rosso partito dal suono, passato per la scienza, la consapevolezza, la resilienza, il ricordo, la responsabilità, il conflitto e la forza delle differenza.

La filosofa Laura Campanello affronta la tematica delicata della paura della morte, invitandoci ad accettare che nella vita c’è anche il dolore, c’è anche la paura, ma è proprio lì che noi esseri umani possiamo diventare capaci di cura, possiamo diventare davvero degli esseri umani.

Il sipario si chiude con una semplice domanda: “Hai più paura di vivere o hai più paura di morire?”

Usciamo per le vie di città alta, ancora molto affollate e fino a casa non ci togliamo quel cordino bianco e rosso, quasi per paura che, le bellissime sensazioni di questa giornata, possano in qualche modo andare perdute.

Loading...