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Se vi siete mai chiesti cosa significa auto aziendali ad uso promiscuo, chi può guidarle e quanto è la tassazione su queste vetture, questo articolo vi chiarirà le idee, dandovi gli strumenti per orientarvi nel difficile mondo della mobilità aziendale. Cominciamo?
L’auto aziendale ad uso promiscuo è un veicolo che l’azienda assegna a un dipendente affinché possa utilizzarlo sia per motivi lavorativi sia per esigenze personali.
Questo tipo di assegnazione è comune tra agenti di commercio, dirigenti e professionisti che necessitano di un mezzo di trasporto per svolgere il proprio lavoro, ma che possono anche usufruirne nel tempo libero.
Quando un’azienda concede un’auto ad uso promiscuo, si fa carico dei costi di acquisto, manutenzione e assicurazione, mentre il dipendente può utilizzarla senza spese aggiuntive, salvo la trattenuta FRINGE in busta paga.
L’auto aziendale uso promiscuo viene assegnata a un dipendente specifico, che ne è il principale utilizzatore. Tuttavia, in molti casi, l’azienda permette che il veicolo venga guidato anche dai suoi familiari stretti, come il coniuge e i figli, purché ciò sia previsto nel contratto di assegnazione.
Non tutte le auto aziendali rientrano nella categoria uso promiscuo.
Ecco alcune differenze:
• Auto ad uso esclusivamente aziendale: Il dipendente può guidarla solo durante l’orario di lavoro e per scopi professionali.
• Auto ad uso esclusivamente privato: Meno comune, ma possibile. Il dipendente riceve l’auto come un vero e proprio benefit personale, senza obbligo di utilizzo per il lavoro.
• Auto in pool o car pooling: Mezzi condivisi tra più dipendenti, utilizzabili solo per esigenze aziendali e senza assegnazione fissa.
In questi casi, l’auto aziendale non è considerata uso promiscuo e quindi non segue le stesse regole fiscali.
Dal 1° gennaio 2025, la normativa sulle auto aziendali ad uso promiscuo subirà alcune modifiche importanti. Secondo l’articolo 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), l’auto concessa ai dipendenti rientra nei fringe benefit, ovvero compensi in natura soggetti a tassazione.
La Legge di Bilancio attuale ha introdotto un nuovo sistema di tassazione che varia in base alla tipologia di alimentazione del veicolo. Questo sistema punta a incentivare l’utilizzo di auto meno inquinanti.
Fino al 30 giugno 2020, la tassazione era calcolata sul 30% del valore chilometrico dell’auto, basandosi su una percorrenza media di 15.000 km annui (secondo le tabelle ACI).
Dal 1° luglio 2020, invece, la tassazione è stata rimodulata in base alle emissioni di CO₂.
Dal 2025, le nuove aliquote fiscali saranno le seguenti:
Tipo di alimentazione Percentuale tassabile
Auto elettriche 10%
Auto ibride plug-in 20%
Auto termiche (benzina/diesel) e ibride mild/full 50%
Questa variazione mira a rendere più vantaggiosa la scelta di un’auto aziendale a basse emissioni.
Per il datore di lavoro, l’auto ad uso promiscuo è deducibile ai fini fiscali. La percentuale di deducibilità varia in base alla destinazione d’uso:
• Uso esclusivamente aziendale: 100% delle spese deducibili.
• Uso promiscuo (assegnata al dipendente): 70% delle spese deducibili.
• Auto non assegnata stabilmente a un dipendente: 20% delle spese deducibili.
Ogni azienda deve valutare attentamente la soluzione più conveniente per le proprie esigenze, considerando i costi, i benefici fiscali e le nuove normative.
L’opzione più vantaggiosa spesso è quella di scegliere auto elettriche o ibride, che garantiscono un risparmio fiscale maggiore.
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